Ma l’amor mio non muore/Epilogue

Domenica 22 Giugno - h 21:00
Chiostro Sant’Anna


basato su un'idea di Alessandro Bernardeschi
coreografia, composizione e interpretazione Carlotta Sagna, Alessandro Bernardeschi & Mauro Paccagnella
drammaturgia musicale Alessandro Bernardeschi
produzione Wooshing Machine

basato su un’idea di Alessandro Bernardeschi
coreografia, composizione e interpretazione Carlotta Sagna, Alessandro Bernardeschi & Mauro Paccagnella
drammaturgia musicale Alessandro Bernardeschi
luci e direzione di scena Simon Stenmans
assistente alla coreografia Lisa Gunstone
video Stéphane Broc
suono Eric Ronsse
costumi Wooshing Machine & Fabienne Damiean
featuring Pietro Ercolino
produzione Wooshing Machine
coproduzione Théâtre National de la Fédération Wallonie-Bruxelles, Charleroi danse – Centre Chorégraphique de la Fédération de Wallonie-Bruxelles, Les Brigittines
Studio ospitante: Studio Thor, Studio Etangs Noirs, Charleroi danse, Les Brigittines
Con il sostegno del Ministère de la Fédération Wallonie- Bruxelles (service de la danse) e della Communauté Française

Con Ma l’amor mio non muore, Wooshing Machine ci fa un regalo infinitamente raro e prezioso, quello di unire e riunire serietà e gioia, facilità e disarticolazione, lato burlesco e autoironia, infantilismo e maturità. E ci regala l’amore, tanto amore, in una storia costruita come un mosaico: ne osserviamo e sentiamo gli effetti sia da vicino, nell’immediatezza di ogni episodio, un piccolo mondo singolare, sia da lontano, come un insieme che svela la sua forza attraverso gli accostamenti e i dialoghi. Questo spettacolo vivido e incandescente rimane impresso nella mente e nell’anima per molto tempo dopo che le luci si sono spente, mentre ci ritroviamo a canticchiare frammenti della colonna sonora dello show, immersi in una memoria collettiva.

Alessandro Bernardeschi ha iniziato i suoi studi al D.A.M.S di Bologna, dove ha conseguito il Master. Si è poi formato sia nella danza classica che in quella contemporanea, rimanendo molto attivo sulla scena contemporanea bolognese. Nel 1990 si trasferisce a Parigi, dove lavora con i coreografi Paco Decina, Catherine Diverres, Karine Ponties, Marco Berretini, François Verret, Olga de Soto, George Appaix e Ayelen Parolin. Nel 2000 inizia la collaborazione con Caterina Sagna e da allora partecipa a tutte le sue creazioni. Nel 2020, Alessandro e Mauro Paccagnella collaborano nuovamente per creare Closing Party (arrivederci e grazie), la parte finale della loro Trilogia della memoria o dei cinquantenni, con gli spettacoli Happy Hour e El Pueblo Unido Jamás Será Vencido.

Mauro Paccagnella
La sua costante ricerca di una voce nella danza che trascenda le linee di confine e i rituali del mondo contemporaneo, attraversa la danza, il teatro, le arti visive e la vita quotidiana cercando di interrogare, con ironia e distanza, le urgenze e le fragilità del nostro tempo. Il suo piacere di incontrare, discutere e condividere con artisti di diversi orizzonti apre la strada alla scoperta di spazi comuni,
audaci e inaspettati, anticonformisti e permeabili.
Dopo Un Oeuf is un Oeuf – Biters Production, nel 1998 ha creato Wooshing Machine, un laboratorio di sperimentazione scenica e visiva, prendendo in prestito dal teatro, dalle arti visive e dalla creazione musicale. Il lavoro della compagnia reinventa un linguaggio coreografico e teatrale in cui la danza e il gesto danzato diventano parte di una pratica al tempo stesso ibrida e audace. Mauro ha coreografato e diretto due pezzi per la compagnia di circo contemporaneo Feria Musica e un pezzo per il pubblico giovane per la Compagnie des Mutants.

Carlotta Sagna condivide il ruolo creato da Mauro Paccagnella per il brano Closing Party (arrivederci e grazie). Si è formata a fianco della madre Anna Sagna, a sua volta coreografa e insegnante, poi all’Accademia di balletto di Monte-Carlo e al Mudra, la scuola di Maurice Béjart a Bruxelles. Da allora ha lavorato con Micha Van Hoecke, Anne Teresa de Keersmaeker, Cesare Ronconi, Jan Lauwers, Caterina Sagna, Dan Jemmett, Sylvie Reteuna, Maxence Rey, Jean-Christophe Bleton e Lionel Hoche. Ha scritto e coreografato circa una dozzina di pezzi. Dal 2017 si esibisce anche con Georges Appaix

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