Prima Nazionale
Sabato 20 Giugno -
22.30
Terrazza Mercato Coperto
Uno studio coreografico sulla comunità e sul senso nello spazio pubblico
coreografia Elia Pangaro, Alexander de Vries
creazione e performance Elia Pangaro, Alexander de Vries, Alice Raffaelli/Noemi Piva
musica Luc Ferrari – Presque Rien n°1, W.A. Mozart – Serenade in B-Flat Major, K. 361 Gran Partita III. Adagio
produzione esecutiva Déjà Donné
con il supporto di TSU Teatro Stabile dell’Umbria, HOME Centro di Creazione Coreografica, LaMaMa Umbria International, Centro Teatrale Umbro
con il sostegno di Dancescapes edizione 2025, progetto promosso e organizzato da Danza Urbana ETS, con il sostegno del MiC – Ministero della Cultura e con il supporto di h(abita)t – rete di spazi per la danza – e in collaborazione con ORA – Orobie Residenze Artistiche – e la Rassegna Rami d’ORA di Associazione Laagam
Quasi Niente n°1 è uno studio sulla sincronicità e sulla collaborazione attraverso architetture corporee in continua trasformazione. In uno spazio limitato, tre performer costruiscono e dissolvono strutture fisiche, dando vita a una comunità dinamica fondata su interdipendenza, solidarietà e supporto reciproco.
Il lavoro indaga come la disponibilità individuale possa amplificare le possibilità del gruppo, tra leve, equilibri e costruzioni condivise. Il titolo richiama Presque Rien N°1 di Luc Ferrari, una struttura sonora minima che si sovrappone all’ambiente: allo stesso modo, la performance crea una sovrastruttura fisica e relazionale che si innesta nello spazio circostante.
I ruoli si spostano continuamente, generando dinamiche fluide tra responsabilità collettiva e individualità. La ripetizione favorisce sincronicità ed evoluzione, ma apre anche interrogativi su equilibrio, mutamento e adattamento.
Quasi Niente n°1 riflette sulla costruzione di comunità e di senso nello spazio pubblico, trasformando il gesto condiviso in un luogo di relazione e possibilità.
L’incontro tra Elia Pangaro e Alexander de Vries dà vita a una ricerca tra danza, performance e arti visive, fondata sulla tensione tra disciplina e spontaneità. Il corpo è inteso come spazio emotivo e politico, capace di esprimere trasformazione e intimità. I due sviluppano un linguaggio comune che mantiene identità distinte: l’approccio interdisciplinare di Pangaro e la sensibilità fisica e compositiva di de Vries. Le loro pratiche intrecciano gesto, immagini e suono, creando ambienti immersivi con lo spettatore parte attiva. Fondano DARLINGBUDS durante una residenza alla International School of Bangkok (ISB). Nel 2023 debuttano a Umbria Danza Festival con AMOEBAS. I loro lavori sono presentati in Italia, Germania, Francia, Thailandia e Messico, in contesti come Romaeuropa, La Biennale di Venezia, Tanzwerkstatt Europa e Oaxaca City Performing & Healing Festival, con supporto e distribuzione di TIR Danza (dal 2026) e Déjà Donné (dal 2024).
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