Prima Nazionale
Sabato 28 Giugno -
h 18:30
Sala Sant’Anna
coreografia Elisa Sbaragli
danza Lorenzo De Simone e Alice Raffaelli
suono Edoardo Sansonne
coreografia Elisa Sbaragli
danza Lorenzo De Simone e Alice Raffaelli
dramaturg Eliana Rotella
suono Edoardo Sansonne
voce Elena Griggio
direzione tecnica Fabio Brusadin
costumi Chiara Corradini
cura e promozione Marco Burchini
produzione Tir Danza
coproduzione ArtGarage
con il sostegno di Citofonare PimOff, HOME Centro Creazione Coreografica 2023/Perugia progetto residenze di Dance Gallery, Sosta Palmizi, Cross Project, Anghiari Dance Hub, Teatro della Contraddizione, Scintille – Festival delle Arti Performative, Armunia|Festival Inequilibrio, South East Dance (UK), D.ID Identity (AU)
selezionato alla NID Platform 2024 nella sezione Open Studios
Noi, intesi come entità umane singole, come ci poniamo di fronte alla crisi?
Sembra che l’essere umano abbia bisogno di trovarsi in uno stato di emergenza per agire e che riesca a contemplare l’esistenza del cambiamento solo quando è inevitabile, dove non c’è più nulla a proteggerlo e si deve spogliare da ogni certezza. Fino ad allora l’unica opzione è sopravvivere come si può. Ignorando, dimenticando, procedendo in un tragitto che ha come unico centro d’interesse il proprio ego, in una cecità, più o meno consapevole dell’Altro che mi sta attorno.
La parola crisi in Se domani viene risemantizzata nel suo originario significato di scelta, di possibilità per ritrovare l’Altro, per rinnovarsi, essere vivi e non considerarsi immortali, stando in correlazione con ciò che è esterno a noi ed essere attraversati dalla realtà.
In scena due corpi, due traiettorie che disegnano il confine di uno spazio liminale, un corridoio che avanza in perenne confronto con sé stessi e il mondo. In questa bulimia dell’immagine, in questo culto dell’individualismo, lo sguardo si annienta, sprofondando in una cecità corporea ed esistenziale. Il confine si disintegra, si espande, come il suono che nel suo incedere ritmico e incessante si trasforma in canto.
I due corpi, rappresentanti di una collettività rinchiusa in una monade di schemi e protezioni, incontrano l’alterità e dunque se stessi fino a toccarsi, attraversando insieme una crisi condivisa.
Elisa Sbaragli: coreografa, sostenuta dal 2023 da Tir Danza. Al centro della sua ricerca c’è il corpo, inteso come materia plasmabile, allenandolo a uno stato di presenza, di ascolto e relazione. Interessata a comprendere spazi liminali e ibridi, focalizza la sua ricerca sull’interazione tra corpi, luoghi e componenti non umane. Nel 2024 presenta agli Open Studios della Nid Platform la sua ultima produzione Se domani, interpretata da Alice Raffaelli e Lorenzo De Simone. Il progetto è vincitore dei bandi di residenza Citofonare PimOff 23/24 e HOME Calling 2023 e nel 2025 è invitato in residenza all’estero da South East Dance (UK) e D.ID Identity (AU). Il solo site-specific Mirada vince il bando Danza Urbana XL 2024 del Network Anticorpi XL. Il progetto Sull’irrequietezza del divenire vince il bando Bodyscape 2021, promosso dall’Associazione Culturale Danza Urbana. Grazie al progetto CRISOL – Creative Processes (Boarding Pass Plus ‘22-’24), nel 2023 svolge due periodi di residenza in Norvegia con artisti nazionali e internazionali, accompagnati da Heine Avdal e Yukiko Shinozaki, della compagnia fieldworks, in qualità di tutor. Nel 2024 lavora con la compagnia fieldworks nella performance In Gaps & Patches, per MolenFest a Bruxelles. Nel 2017 conclude il percorso di formazione Azione, diretto da Sosta Palmizi. Nel 2013 consegue il Biennio di Formazione Professionale per il Danzatore Contemporaneo, diretto da Franca Ferrari. Nel 2011 si laurea in Scienze Politiche – curriculum Scienze Sociali per la Cooperazione e lo Sviluppo presso l’Università degli Studi di Siena.
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